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É assim que a leitura vai ficar.

La Signorina

Romanzo

Gerolamo Rovetta

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Note: Images of the original pages are available through Internet Archive. See https://archive.org/details/lasignorinaroman00rove

 


 

GEROLAMO ROVETTA


La Signorina

ROMANZO


9.ª Edizione


MILANO
Casa Editrice BALDINI, CASTOLDI & C.º
Galleria Vittorio Emanuele, 17 e 80
—
1901


PROPRIETÀ LETTERARIA

Tutti i diritti di traduzione e di riproduzione riservati all'Autore.

MILANO — TIP PIROLA & CELLA di P. CELLA


INDICE

PARTE PRIMA.
 
Lulù.
 
Cap. I. — Segantini e Favretto Pag. 1
II. — Il terribile seccatore 23
III. — Lulù!... Lu... lù... 39
IV. — ?... 51
V. — La Signora Carlotta 75
VI. — Dalla bella Suzann 93
VII. — Papà!... 105
 
PARTE SECONDA.
 
Stefania.
 
Cap. I. — I consigli dell'amico Pag. 123
II. — La signora Eugenia 145
III. — La contessa 163
IV. — La Fáni innamorata 183
 
PARTE TERZA.
 
Il secondo Impero.
 
Cap. I. — La festa di Lulù Pag. 227
II. — La vita nuova 237
III. — Tornano a fiorir le rose 253
IV. — I fiori secchi 275
V. — ... ho finito di fare a mio modo 291
 
PARTE QUARTA.
 
La signorina.
 
Cap. I. — La casa vecchia Pag. 309
II. — Malinconia 343
III. — La villa Roero 365
IV. — Il culto delle memorie 397
V. — Il Nino Moro 413
VI. — Gelosie 429
VII. — La mammetta 449
VIII. — ... Sempre Lulù 459

alla signorina MARGHERITA TAMAGNO
nel giorno delle sue nozze

PARTE PRIMA

LULÙ

I.
Segantini e Favretto.

Francesco Roero, dietro l'uscio socchiuso del suo piccolo appartamento a terreno di via Principe Amedeo aspetta ansioso, in palpiti, da quasi un'ora:

— Nemmeno oggi?.... Che anche oggi abbia detto di sì, per calmarmi, per lusingarmi, per mandarmi via?... Che non venga proprio nemmeno oggi?

Aspetta ancora un bel pezzo, sempre ritto, immobile, colla fronte appoggiata a un de' battenti, l'orecchio teso, trattenendo il respiro, aspettando, sperando udire da un momento all'altro un fruscio di vesti particolare, un noto tic-tac di passettini veloci.

— No! Niente!... Anche stavolta me l'ha data ad intendere! — Strappa l'orologio, con ira, dal taschino della sottoveste e si scosta dall'uscio per vedere l'ora al chiaro, in mezzo all'anticamera già illuminata discretamente da una lampada rosea.

— Le sei!... Son quasi le sei e mi aveva promesso di venir subito, dopo le cinque!... Non vien più! Ormai è sicurissimo, non vien più! Le sei!... È già scuro!... È già notte! — Pestando i piedi e borbottando furioso tra denti: — Uff!... Maledettissima civetta!

La civetta maledettissima, tanto amata alle cinque, tanto odiata alle sei è «la Fáni» come la chiamano semplicemente le signore del bel mondo e anche, fra di loro, in confidenza, gli amici più intimi e più martirizzati.

Fáni, Stefania. La baronessa Stefania d'Eichelbourg, negli Arcolei. Padre tedesco; madre milanese. Concepita nella Selva Nera e nata in Piano d'Erba. Però, nell'incrocio, tutti i caratteri più spiccati e più opposti delle due razze. Bionda e nervosa; sentimentale, voce languida e salute di ferro. Alta, forte, spalle magnifiche e piedini sottili, maravigliosi. Una carnagione infantile, dalle tenue sfumature rosee più delicate e attorno al labbruzzo tumidetto e mobile, l'espressione virile, il disegno dorato dei piccoli baffettini.

Sono quasi tre mesi, tre lunghi mesi, dai primi di novembre, appena la Fáni è tornata dalla campagna, a quella sera dell'ultimo di gennaio, che il povero Roero, innamorato e disperato, prega, supplica, minaccia per ottenere una visita... la prima visita.

— Che male c'è?... Che pericolo c'è?... Vorrei tanto mostrarvi i miei quadri: quello del Segantini e l'altro del Favretto! Venite! Venite!... Vieni! Voglio! Fate prima una visita alla De Angelis, che è vicinissima a casa mia, poi... è un lampo! Scappate dentro, non ci son scale, il primo uscio del ripiano a sinistra. Chi potrà vedervi? Chi potrà mai saperlo?... Nessuno; giuro!... Nessuno!

— Ma poi, anche se... dicessi di sì?

— Sì! sì! sì! sì!

— Perchè? Sapete che... deve esser sempre così. Dunque?... È un capriccio inutile, da egoista cattivo! Sapete che ho tanta paura; sapete che sono tanto nervosa, sapete che dopo mi sentirei male, e insistete tanto senza poi... nessuno scopo. Perchè? Perchè?

— Perchè... ve l'ho detto! Voglio mostrarvi i miei quadri!

— Di sera?... Vedere i quadri di sera? Al buio?

— Si accendono i lumi... E poi perchè voglio vivere dove voi avete respirato per cinque minuti, per un attimo almeno!... Sì Fáni, prego, prego, prego!

La Fáni, lentamente, fa un sospiro di ammirazione profonda, mentre cerca di liberar la mano che il giovine le ha presa e che stringe troppo forte:

— Segantini e Favretto!... La mia passione!

— Venite, dunque, venite! Io vi aspetto dietro l'uscio.

voltando para onde você parou…

carregando o resto…

Leia a seguir

  • Zanna Bianca Jack London
    Zanna Bianca nasce nel gelido Yukon, in parte lupo, e impara il mondo attraverso la fame, le lotte e padroni crudeli prima che qualcuno gli mostri gentilezza. London lo racconta dal punto di vista dell'animale, e la storia è il lento cambiamento che avviene in lui.
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  • Beatrice Cenci Francesco Domenico Guerrazzi
    Guerrazzi prende il caso vero di una famiglia nobile romana del 1599, con Francesco Cenci nella parte del padre mostruoso, e ne fa un romanzo romantico furioso e surriscaldato. Lo leggi per la passione e lo sdegno, non per la misura.

—

obrigado pela leitura

La Signorina, de Gerolamo Rovetta. O texto está em domínio público nos EUA, digitalizado pelos voluntários do Project Gutenberg; esta é a nossa própria cópia.

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