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  1. LA TROVATELLA DI MILANO
  2. ROMANZO STORICO
  3. DI
  4. CAROLINA INVERNIZIO
  5. MILANO CARLO BARBINI EDITORE
  6. LA TROVATELLA DI MILANO
  7. LA TROVATELLA DI MILANO
  8. RACCONTO STORICO DI CAROLINA INVERNIZIO
  9. MILANO
  10. CAROLINA INVERNIZIO.
  11. CAPITOLO PRIMO.
  12. CAPITOLO SECONDO.
  13. CAPITOLO TERZO.
  14. CAPITOLO QUARTO.
  15. CAPITOLO QUINTO.
  16. CAPITOLO SESTO.
  17. CAPITOLO SETTIMO.
  18. CAPITOLO OTTAVO.
  19. CAPITOLO NONO.
  20. CAPITOLO DECIMO.
  21. CAPITOLO UNDECIMO.
  22. CAPITOLO DUODECIMO.
  23. CONCLUSIONE.
  24. FINE.
  25. INDICE
  26. ALTRE PUBBLICAZIONI DELLO STESSO EDITORE
  27. PIA DE' TOLOMEI
  28. ROMANZO STORICO DI CAROLINA INVERNIZIO
  29. A. PORATI
  30. PRODIGIO D'AMORE OVVERO ANTONIO SOLARIO
  31. RACCONTO STORICO DEL SECOLO XV
  32. A. PORATI
  33. UN'AMORE A VENT'ANNI
  34. RACCONTO
  35. A. PORATI
  36. UNA NOTTE FATALE OVVERO IL RITORNO DELL'ESILIATO
  37. BOZZETTI MILANESI
  38. A. PORATI
  39. MORTA D'AMORE
  40. RACCONTO
  41. NOTE DI TRASCRIZIONE
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La trovatella di Milano

Carolina Invernizio

kostenlos · 21.101 Wörter · ~1 Std. Lesezeit

Text von Project Gutenberg

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[Copertina]

LA TROVATELLA DI MILANO
ROMANZO STORICO
DI
CAROLINA INVERNIZIO

[Illustrazione]

MILANO CARLO BARBINI EDITORE

Via Chiaravalle, 9.

[Occhiello]

LA TROVATELLA DI MILANO

[Illustrazione]

Diego era stato colpito in mezzo al petto e cadde colla faccia riversa al suolo,…

Pag. 79.

[Frontespizio]

LA TROVATELLA DI MILANO

RACCONTO STORICO DI CAROLINA INVERNIZIO

MILANO

  PRESSO CARLO BARBINI EDITORE
  Via Chiaravalle, Num. 9

1889

[Verso]

Sotto la protezione della legge 25 giugno 1865, N. 2337, essendosi adempito a quanto essa prescrive.

Milano 1889—Tip. Wilmant di G. Bonelli e C., Via Moscova, 37.

Alle Signorine

Amelia, Zaira e Pia Salani

Cinque anni fa, quando vi conobbi, eravate ancora bambine colla gonnella corta, i capelli disciolti e il grembiulino. Eppure vi mostravate già amantissime della lettura e quante volte vi sorpresi o nascoste in un angolo del vostro giardino o in una sala appartata della tipografia di vostro padre, tutte intente a divorarvi qualche libro nuovo, appena uscito dalla macchina, neppure rilegato… E davate già i vostri giudizii pronti, ingenui, spontanei, col sorriso infantile sulle labbra, gli occhi brillanti di emozione.

Oggi, fatte giovinette bellissime, piene di senno, con un delicato gusto artistico e letterario, non vi compiacete che di quei libri, i quali rispondono ai sentimenti gentili della vostra anima, vi dischiudono dinanzi l'orizzonte abbagliante, accarezzato dalla vostra giovanile fantasia, aprono il vostro cuore alle prime, soavi emozioni della vita.

Ecco perchè i miei libri hanno sempre trovato grazia presso di voi e perchè oggi vi dedico questo mio lavoretto.

Si dice che la più bella pagina di un libro sia quella, sopra cui cade una lacrima. Orbene: se la mia Trovatella di Milano farà sgorgare dai vostri occhi una lacrima di commozione e di pietà, voi avrete ricompensato abbastanza il mio amor proprio di scrittrice, la mia tenerezza di amica sincera ed affezionata.

Un bacio a tutte di cuore.

Firenze, Giugno 1889.

CAROLINA INVERNIZIO.

CAPITOLO PRIMO.

La maschera misteriosa.

La mezzanotte era ribattuta a tutti gli orologi della città, quando Maria, la bella guantaia di Porta Vittoria, si decise chiudere il suo negozio. Aveva fatto così tardi, perchè era l'ultimo giorno di carnevale e gli avventori non erano mancati.

Maria appariva stanca, abbattuta. I suoi grandi occhi azzurri, lieti e brillanti, si mostravano leggermente velati; i capelli finissimi castani, le cadevano in disordine sul collo e sulla fronte; le guancie aveva pallide, la piccola bocca sorridente, un po' scolorita.

Tuttavia era sempre affascinante: un abito di panno verde con corsaletto di panno bianco ricamato in spighetta dorata, dava risalto alla grazia delle tornite spalle e faceva spiccare la vita sottile, flessibile: alla leggiadra semplicità del suo portamento, univa un'altera castità.

Messi gli sporti alle vetrine, Maria stava per ritirarsi, quando un individuo mascherato, che veniva correndo dalla parte del bastioni, si slanciò nel negozio, respingendo indietro con un urto la giovine ed esclamando con voce soffocata:

—Per pietà, nascondetemi, salvatemi.

Nel primo sbalordimento, Maria era per chiamare aiuto; ma l'individuo si era tolta la maschera e mostrava un viso così gentile, animato dal fulgore di due occhi nerissimi e da un sorriso così incantevole, che la giovine si affrettò a chiudere l'uscio e mettervi il catenaccio.

—Eccovi al sicuro—disse quindi colla sua voce fresca, armoniosa—ma non posso già tenervi qui tutta la notte.

—Nè io abuserò a lungo della vostra gentilezza; mi basta far perdere le mie traccie.

Maria sussultò, guardando con maggiore curiosità lo sconosciuto. Egli indossava un ampio domino nero, che aprendosi sul dinanzi, lasciava scorgere al disotto un ricco costume di raso celeste e argento: il cappuccio del domino essendogli caduto sulle spalle, mise allo scoperto una testa bionda e ricciuta come quella di un fanciullo.

—Eravate dunque inseguito?—chiese la giovine arrossendo alquanto.

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La trovatella di Milano von Carolina Invernizio. Der Text ist in den USA gemeinfrei, digitalisiert von den Freiwilligen von Project Gutenberg. Wir liefern ihn aus unserer eigenen Kopie aus.

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