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  1. PERSONAGGI.
  2. ATTO PRIMO.
  3. SCENA I. Engstrand e Regina.
  4. SCENA II. Regina e il Pastore Manders.
  5. SCENA III. Pastore Manders, Signora Alving.
  6. SCENA IV. Detti, Osvaldo.
  7. SCENA V. Signora Alving, Pastore Manders.
  8. SCENA VI. Detti, Osvaldo, poi Regina.
  9. ATTO SECONDO.
  10. SCENA PRIMA. Il Pastore Manders, la Signora Alving, Osvaldo e Regina internamente.
  11. SCENA II. Detti, Engstrand.
  12. SCENA III. Signora Alving, Osvaldo.
  13. SCENA IV. Detti e Regina.
  14. SCENA V. Detti, il Pastore Manders.
  15. ATTO TERZO.
  16. SCENA I. La Signora Alving, Regina.
  17. SCENA II. Il Pastore Manders, Regina.
  18. SCENA III. Detti, Engstrand.
  19. SCENA IV. Detti, Signora Alving.
  20. SCENA V. Signora Alving, Regina, Osvaldo.
  21. SCENA VI. Signora Alving, Osvaldo.
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Spettri

dramma in tre atti

Henrik Ibsen

kostenlos · 20.260 Wörter · ~1 Std. Lesezeit

Text von Project Gutenberg

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(von vorn beginnen)

PERSONAGGI.

  • La signora Elena Alving, vedova del capitano e ciambellano Alving.
  • Osvaldo Alving, pittore, suo figlio.
  • Il Pastore Manders.
  • Engstrand, falegname.
  • Regina Engstrand, cameriera della signora Alving.

L’azione si svolge in campagna, presso la signora Alving, sulla riva d’uno dei grandi fiords della Norvegia settentrionale.

ATTO PRIMO.

Un’ampia stanza che dà sul mare. Porta a sinistra. Due porte a destra. Nel mezzo della stanza una tavola rotonda circondata da seggiole; sulla tavola libri, riviste e giornali. Sul davanti a sinistra una finestra innanzi a cui sta un sofà e un tavolino da lavoro. Nel fondo una serra a vetri, in comunicazione colla stanza. A destra della serra una porta dalla quale si esce per discendere sulla spiaggia. Dietro i vetri il fiord appare melanconico attraverso un velo di pioggia.

SCENA I. Engstrand e Regina.

(Engstrand se ne sta presso la porta che mena alla spiaggia. Egli ha la gamba sinistra più corta dell’altra e sotto il piede una suola di legno. Regina con un inaffiatoio vuoto in mano, cerca d’impedirgli d’entrare).

Regina (a mezza voce). Che vuoi? Non moverti. Sei tutto grondante di pioggia.

Engs. È la pioggia del buon Dio, figlia mia.

Regina. Di’ piuttosto una pioggia del diavolo.

Engs. Buon Gesù come parli, Regina! (fa alcuni passi zoppicando) Ascoltami, volevo dirti....

Regina. Ehi, galantuomo non fate tanto rumore col piede! Il padroncino dorme quassù, proprio sopra noi.

Engs. Ancora dorme? Di pieno giorno?

Regina. Questo non ti riguarda.

Engs. Iersera sono stato un po’ allegro con degli amici.

Regina. Non fo fatica a crederlo.

Engs. Che vuoi, figlia mia, siamo uomini, siamo deboli....

Regina. Oh! Questo è verissimo.

Engs. E le tentazioni sono tante in questo basso mondo. Eppure Dio sa ch’io era già al mio lavoro stamane alle cinque e mezzo.

Regina. Va bene, va bene. E se te n’andassi ora? Non voglio restarmene qua in rendez-vous con te.

Engs. Che dici? Non vuoi che?... Non ho ben capito.

Regina. Non voglio che t’incontrino qui. Vattene per la tua strada.

Engs. (facendo alcuni passi verso di lei) Mio Dio, no, non me n’andrò sinchè non t’avrò parlato. Oggi terminerò il mio lavoro laggiù, alla scuola di cui si sta per finire la costruzione, e me ne ritornerò in città, a casa mia, col battello di questa notte.

Regina (tra i denti). Buon viaggio.

Engs. Grazie dell’augurio, bimba mia. Domani si inaugura l’asilo, vi sarà quindi banchetto e gozzoviglie inaffiate da buon vino. Ora, nessuno deve dire che Giacomo Engstrand non può resistere alla tentazione allorchè questa si presenta.

Regina. Quanto a ciò!...

Engs. Sicuro, domani si troveranno qui molte persone dabbene. Ci sarà anche il pastore Manders, nevvero?

Regina. Egli arriva oggi.

Engs. Vedi! Pensa s’io vorrei che avesse qualche motivo di lamentarsi di me.

Regina. Ah! Capisco di che si tratta! Veh! Veh!

Engs. Che c’è?

Regina (fissandolo negli occhi). Che vuoi dare ad intendere di nuovo al pastore Manders?

Engs. Zitta! Sei pazza? Io dare ad intendere cose non vere al pastore Manders? Ah! No! Il pastore Manders è stato troppo buono con me. Ma ci allontaniamo da ciò che volevo dirti; questa sera dunque faccio ritorno a casa.

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Spettri von Henrik Ibsen. Der Text ist in den USA gemeinfrei, digitalisiert von den Freiwilligen von Project Gutenberg. Wir liefern ihn aus unserer eigenen Kopie aus.

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