Así se sentirá leer la historia.
Cardello
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I.—L'Orso peloso
II.—Cardello entra in arte
III.—Una recita straordinaria
IV.—Un dramma
V.—Il padre cappellano
VI.—Una recita in parlatorio
VII.—Una scoperta archeologica
VIII.—Il capolavoro di Cardello
IX.—Infortunio del lavoro
X.—Speranze e dolori
XI.—Abnegazione
XII.—La fortuna di Cardello
I.
L'ORSO PELOSO.
Da tre giorni, nel paesetto non si parlava di altro che dell'arrivo del burattinaio.
Davanti al magazzino da lui preso in affitto, una folla di ragazzi faceva ressa per vedere i preparativi delle rappresentazioni, quantunque il portone socchiuso non permettesse di scorgere quel che colui stava ad armeggiare là dentro.
Si udivano frequenti picchi di martello, stridori di sega, brontolìi d'una voce arrochita che doveva essere del burattinaio, e, di tratto in tratto, i vagiti di una creaturina già vista più volte dai ragazzi in braccio alla giovine donna malaticcia che sembrava figliuola di quell'uomo e invece—così si diceva—ne era la moglie.
Se qualche ragazzo, più ardito o più impertinente, osava di ficcare la testa tra i battenti del portone socchiuso, o spingeva indietro la parte di esso scostata dallo stipite, un urlo o una parolaccia dall'interno lo faceva scappare sùbito via.
Ed era uno sbandarsi di qua e di là di tutta la ragazzaglia, appena il burattinaio appariva su la soglia, in maniche di camicia, coi lunghi capelli grigi in disordine, i calzoni malamente stretti ai fianchi da una larga cigna di cuoio, con la pipetta di radica tra i denti, che pareva dovesse bruciargli i baffi ispidi e folti e i peli della barba che gli si arricciavano e arruffavano sul mento.
I ragazzi lo avevano soprannominato Orso peloso sin dal primo giorno; ma poi si erano accorti che era meno orso di quel che immaginavano.
Si piantava a gambe larghe su la soglia, con le braccia dietro la schiena, tirando dense ondate di fumo dalla pipetta mezza carbonizzata; e, dopo aver guardato attorno, si rivolgeva a qualcuno di loro:
—Ehi, ragazzo! Vuoi comprarmi quattro soldi di chiodi simili a questo?—
E appena il chiamato si accostava accennando di sì, l'Orso peloso gli faceva una carezza, gli dava i soldi e il chiodo per mostra e soggiungeva
—Ti farò entrare gratis la prima sera dell'opera.—
Così Cardello, come lo chiamavano, aveva ricevuto l'incarico di parecchie commissioni, forse perchè il burattinaio, dall'aspetto vispo, di vero cardello, lo aveva giudicato il più intelligente e il più servizievole di tutti.
Cardello, appunto in quei giorni un po' disoccupato, passava gran parte della giornata, assieme con gli altri ragazzi, davanti al portone del magazzino. La sua curiosità era grande. Egli aveva sentito parlare tante volte dell'opera dei burattini, ma non l'aveva mai veduta. I burattinai arrivavano raramente in quel paesetto arrampicato in cima a una montagnola dove bisognava andare di proposito a scovarlo. E Cardello aveva appena dieci anni.
Tre o quattro commissioni rapidamente e bene eseguite lo avevano fatto entrare nelle grazie dell'Orso peloso.
Ora Cardello non stava più fuori, a spiare ficcando la testa tra i battenti del portone socchiuso. Andava e veniva affaccendato, perchè il burattinaio aveva continuamente bisogno di qualche cosa: d'una sbarra di legno, di quattro fogli di carta colorata, d'un litro di petrolio, di un po' di minio, d'un metro di nastro rosso, d'una matassa di spago, d'una cartata di tabacco per la pipa—e si faceva anche aiutare da lui nel rizzare in fondo al magazzino il palcoscenico.
Andando e venendo, Cardello passava con un sorriso di orgoglio e di sodisfazione tra i compagni affollati nella piazzetta, che lo tempestavano di domande:
—Hai visto i burattini?
—Sì; li abbiamo messi fuori dal cassone oggi.
—Belli?
—Alti quanto me. Paiono vivi; fanno paura.
recuperando tu lugar…
cargando el resto…