Gabriele D'Annunzio
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- Il giovane D'Annunzio veste le sue poesie in costume medievale e rinascimentale, tutto dame, giardini, parole arcaiche e ornamenti. È un esercizio di stile più che di sentimento, per chi è curioso di vedere come ha imparato la sua musica.
- Tullio Hermil, un aristocratico egocentrico, confessa come ha trattato la moglie Giuliana dopo che lei ha avuto un figlio non suo. D'Annunzio ti mette dentro un narratore che arriverai a detestare, e la prosa sontuosa rende la sua crudeltà più fredda.
- In una casa abruzzese che va in rovina, Gigliola è sicura che sua madre sia stata uccisa e che sia stata la serva Angizia, ora moglie di suo padre. La tragedia in versi di D'Annunzio è cupa, febbrile e piena di serpi e di marciume, più incantesimo che dramma.
- I racconti di D'Annunzio sulla costa abruzzese sono pieni di pescatori, fanatici, malati e affamati, scritti con una violenza sontuosa e pochissima pietà. Pensa ai contadini di Verga visti attraverso il vetro di una serra.
- Claudio Cantelmo, un esteta orgoglioso, va a trovare una famiglia nobile decaduta del Sud e si mette in testa di scegliere una delle tre sorelle principesse perché gli dia il figlio superiore che immagina. La prosa di D'Annunzio è splendida e soffocante, e il vero argomento è l'arroganza di Claudio.