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  1. DRAMATIS PERSONÆ
  2. ATTO PRIMO
  3. SCENA PRIMA.
  4. SCENA SECONDA.
  5. SCENA TERZA.
  6. SCENA QUARTA.
  7. SCENA QUINTA.
  8. SCENA SESTA.
  9. ATTO SECONDO
  10. SCENA PRIMA.
  11. SCENA SECONDA.
  12. SCENA TERZA.
  13. SCENA QUARTA.
  14. SCENA QUINTA.
  15. ATTO TERZO
  16. SCENA PRIMA.
  17. SCENA SECONDA.
  18. SCENA TERZA.
  19. SCENA QUARTA.
  20. ATTO QVARTO
  21. SCENA PRIMA.
  22. SCENA SECONDA.
  23. SCENA TERZA.
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La fiaccola sotto il moggio

Gabriele D'Annunzio

kostenlos · 14.791 Wörter · ~59 Min. Lesezeit

Text von Project Gutenberg

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DRAMATIS PERSONÆ

  • Tibaldo, Simonetto e Gigliola de Sangro.
  • Bertrando Acclozamòra.
  • Donna Aldegrina.
  • La femmina di Luco Angizia Fura.
  • Le due nutrici Annabella e Benedetta.
  • Il serparo.
  • I manovali.

Nel paese peligno, dentro dal tenitorio di Anversa, presso le gole del Sagittario, la vigilia della Pentecoste, al tempo del Re Borbone Ferdinando I.

CHORVS

ΔΡΑΣΑΝΤΙ ΠΑΘΕΙΝ
ΤΡΙΓΕΡΩΝ ΜΥΘΟΣ ΤΑΔΕ ΦΩΝΕΙ

ΕLECTRA

ΠΡΕΠΕΙ Δ'ΑΚΑΜΤΩ ΜΕΝΕΙ ΚΑΘΗΚΕΙΝ


ATTO PRIMO

Appare un'aula vastissima nella casa antica dei Sangro costrutta sul dosso ineguale del monte. Alla robustezza della primitiva ossatura normanna tutte le età han sovrapposto le loro testimonianze di pietra e di cotto, dal regno degli Angioini al regno dei Borboni. Ricorre all'intorno un ballatoio ricco di sculture, sopra arcate profonde; delle quali alcune sono tuttora aperte, altre sono richiuse, altre sono rette da puntelli. Delle tre in prospetto, la mediana prolunga la sua vôlta verso il giardino che splende, di là da un cancello di ferro, con i suoi cipressi le sue statue i suoi vivai; la destra mette a una scala che ascende e si perde nell'ombra; la sinistra, ornata in ciascun fianco da un mausoleo, s'incurva su la porta della cappella gentilizia che a traverso i trafori di un rosone spande il chiarore delle sue lampade votive. A destra gli archi, più leggeri, sorretti da pilastri isolati, si aprono su una loggetta del Rinascimento a cui fa capo un ramo della scala che discende nella corte. A sinistra, nel muramento d'un arco è praticata una piccola porta; e quivi presso, armadii e scaffali son carichi di rotoli e di filze. Cumuli di vecchie pergamene ingombrano anche il pavimento sconnesso, sopraccàricano una tavola massiccia intorno a cui son seggioloni e scranne. Busti illustri su alte mensole, grandi torcieri di ferro battuto, cassapanche scolpite, una portantina dipinta, alcuni frammenti marmorei compiscono la suppellèttile. Una fontana di gentile lavoro, dominata da una statuetta muliebre, alza nel mezzo dell'aula la sua conca vacua. E il tutto è vetusto, consunto, corroso, fenduto, coperto di polvere, condannato a perire.

SCENA PRIMA.

Donna Aldegrina è seduta presso la tavola, intenta a consultare le pergamene dell'archivio. Benedetta torce il fuso, Annabella gira l'arcolaio. Il sole pomeridiano entra dalla loggetta.

Donna Aldegrina.

Annabella, Annabella,

non senti come tremano le mura?

Che è mai questa romba?

La casa crolla?

Annabella.

È Probo di Gonnàri

che dà fuoco alla mina,

che rompe i massi con le mine al monte,

al Monte Picco delli Tre Confini

in Serra Grande.

Donna Aldegrina.

Dalle fondamenta

scote la casa. Ora me la dirocca!

Benedetta, non vedi che s'allarga

la fenditura, là, nella travata?

E ancora non fu messa la catena!

Questo Mastro Domenico di Pace

dunque non viene mai?

Vuole la nostra morte?

Benedetta.

Lavora dalla parte delle logge,

o Signorìa, con vénti manovali,

a mettere puntelli e stanghe e sbarre;

e dice che gli tocca lavorare

anco stanotte al lume dette fiaccole;

ché quella parte è tutta

crepe e crepacci, e pende che a vederla

fa spavento. Il pietrame

si sgretola, si scioglie

in sabbia, come tufo; anco il mattone,

peggio che crudo fosse.

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La fiaccola sotto il moggio von Gabriele D'Annunzio. Der Text ist in den USA gemeinfrei, digitalisiert von den Freiwilligen von Project Gutenberg. Wir liefern ihn aus unserer eigenen Kopie aus.

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